Ieri la prima riunione del rinnovato organo di consultazione locale ideato da Hera, uno strumento di dialogo, all’avanguardia in Italia, fra la multiutility e la comunità locale a beneficio del territorio: grande interesse e attenzione da parte dei partecipanti.

Grazie alla positiva esperienza degli anni scorsi, scalda i motori la seconda edizione di HeraLAB Bologna, acronimo di Local Advisory Board, consiglio consultivo locale, ma anche abbreviazione di laboratorio per il territorio, attivato da Hera per favorire ascolto e relazione con la comunità locale. Ieri, infatti, si è svolto il primo incontro del nuovo modello di HeraLAB, presso la sede della multiutility, in viale Berti Pichat.

Condivisione di idee innovative che supportino Hera nel miglioramento costante dei propri servizi e nell’aumentare la vicinanza ai cittadini e al territorio, ma anche a rispondere in modo mirato alle aspettative dei diversi interlocutori dell’azienda, affrontando quindi anche temi critici e di grande interesse: sono questi i presupposti da cui parte il nuovo LAB. E’ formato da 12 rappresentanti dei diversi portatori d’interesse locali, nominati dal Consiglio d’Amministrazione di Hera, che resteranno in carica un anno e si riuniranno per 5 volte. Per Hera, all’incontro hanno partecipato Massimo Vai, Direttore Strategia, Regolazione ed Enti Locali di Hera, e Daniela Montani, Area manager dell’area territoriale di Bologna, che ha il compito di coordinare i lavori e svolgere il ruolo di anello di congiunzione tra Hera, il LAB e il territorio.

Le 6 idee co-progettate da LAB Bologna ed Hera, insieme, alla fine dell’anno di lavoro saranno formalizzate in un piano di iniziative locali da realizzare nei due anni successivi alla conclusione del laboratorio. Al progetto è dedicata una sezione del sito web di Hera all’indirizzo www.heralab.gruppohera.it.

I componenti del nuovo HeraLAB Bologna

Per l’ambito “Ambiente e generazioni future” è stato coinvolto Marco Rizzoli (Presidente Amici della Terra Club di Granarolo dell’Emilia); per l’ambito “Comunità locale” Simona Brighetti (Responsabile Biblioteca Italiana delle Donne), Giovanni Ginocchini (Direttore Fondazione Innovazione Urbana-ex Urban Center), Luigi Nardacchione (Referente Social Street – Fondazza), partecipante dal LAB 2014-2018,  Luisa Bravo (Fondatrice e Presidente City Space Architecture, professore a contratto presso Università di Bologna e Università di Firenze),  Leopolda Sassoli dè Bianchi (Vicepresidente Associazione Re-Use with love), Anna di Stefano (Volontaria Cucine popolari); per l’ambito “Clienti” Antonio Cocchini (Responsabile ASCOM Bologna), partecipante dal LAB 2014-2018, Marcella Contini (Coordinatore CNA Innovazione ER), Maurizio Gentilini (Presidente Federconsumatori Bologna), Sergio Sangiorgi (Vice segretario Confartigianato Imprese Bologna Metropolitana); per l’ambito “Pubblica amministrazione” Lucia Ferroni (Responsabile coordinamento tecnico operativo del Piano Strategico Metropolitano).

HeraLAB di Bologna: i risultati di tre anni di lavoro

Sono  7 i progetti sviluppati e portati a termine dal LAB di Bologna tra il 2014 e il 2017. Tra questi “Al passo coi tempi”, l’area web del sito Hera dedicata all’efficienza energetica dove è possibile trovare, tra le altre cose, consigli pratici per la riduzione dei consumi in casa; il Bologna green welcome, che ha permesso di realizzare due prodotti informativi sulle modalità di raccolta differenziata, per rispondere ai bisogni di una città che ogni anno accoglie numerosi cittadini stranieri e studenti fuori sede: un dépliant in versione italiano/inglese è stato messo a disposizione dei neo residenti e degli studenti universitari mentre un secondo opuscolo, tradotto in cinese mandarino e russo, è stato distribuito a negozianti e operatori economici dei quartieri a più alta densità straniera.

Devoluti oltre 82.000 euro ad associazioni del territorio, di cui 9.500 a Bologna

La nomina e la partecipazione al LAB è a titolo gratuito. Hera eroga per ciascun incontro e per ogni partecipante un gettone di presenza (100 euro durante la prima edizione e 150 euro per la seconda). I gettoni complessivamente maturati vanno a costituire un fondo che il LAB devolve localmente, ogni anno per sostenere iniziative e progetti di sostenibilità, promossi da enti o realtà non profit individuati dal LAB stesso. Dal 2013 ad oggi questo meccanismo ha permesso di destinare oltre 82.000 euro nei 6 territori dove sono stati attivati i LAB. A Bologna sono stati devoluti complessivamente 9.500 euro alle Associazioni Chiusi Fuori, Arca della Misericordia e Piantala.

Costruire insieme il futuro

HeraLAB è solo uno dei numerosi esempi di progetti di community engagement promossi da Hera e illustrati nel nuovo report della multiutility “Costruire insieme il futuro” disponibile online all’indirizzo www.gruppohera.it/report. Progetti che coinvolgono, oltre all’azienda, i cittadini, i clienti, le organizzazioni e associazioni del territorio affinché tutti, intervenendo sui propri comportamenti quotidiani, possano diventare protagonisti del cambiamento e contribuire al raggiungimento di obiettivi fondamentali in termini di sostenibilità, efficienza e inclusione sociale.

“Credo nell’importanza della riattivazione del senso di comunità – commenta Luigi Nardacchione, componente di HeraLAB Bologna -. Il sentirsene parte, così come la pratica della socialità, sono aspetti del vivere quotidiano da valorizzare e diffondere. Ho aderito a HeraLAB con spirito collaborativo, sperando di far conoscere la città e i suoi problemi e, confortato dai risultati della prima edizione del progetto su Bologna, ho deciso di dare la mia disponibilità a proseguire l’esperienza. Ritengo la comunicazione un fattore fondamentale su cui lavorare, per fare prendere piena consapevolezza che ognuno di noi, cittadini, organizzazioni, aziende, ha una responsabilità rispetto al mondo che ci circonda e che, lavorando insieme, si può contribuire a migliorare lo stato delle cose”.

“HeraLAB – afferma Massimo Vai, Direttore Strategia, Regolazione ed Enti Locali di Hera – rappresenta per l’azienda un utile strumento di dialogo con le comunità locali. Per questo lo abbiamo confermato, rinnovandolo nel modello, tenendo conto dell’esperienza precedente, per renderlo ancora più efficace”.